Martedì, 06 Agosto 2013 07:52

Il codice perduto di Archimede

TRAMA: 
Tre libri contenenti testi di Archimede sopravvissero alla devastazione di Costantinopoli del 1204: il codice B fu avvistato per l’ultima volta nel 1311 e il codice A nel 1564, mentre non si hanno notizie nel Rinascimento del codice C, che conteneva i testi: Sull’equilibrio dei piani, Sulla sfera e il cilindro, La misura del cerchio, Spirali, Stomachion e Metodo. Quella narrata in questo libro è la storia vera e straordinaria del codice C, dei testi in esso contenuti, del paziente lavoro di conservazione nel quale si sono impegnati numerosi studiosi. Il libro è in realtà un libro doppio: nei capitoli dispari, scritti da William Noel – curatore del Walters Art Museum di Baltimora – si raccontano le vicende legate al ritrovamento e alla ricostruzione del codice C, mentre nei capitoli pari, scritti da Raviel Netz – professore alla Stanford University ed esperto di matematica greca – vengono affrontati gli aspetti più specifici della scienza di Archimede. 
Giovedì 29 ottobre 1998, nella casa d’aste Christie’s a New York, per 2.200.000 dollari è stato venduto il palinsesto di Archimede, ovvero un libro di preghiere, che è stato realizzato utilizzando fogli presi da manoscritti più antichi, che contenevano in prevalenza trattati di Archimede. Il presbitero Ioannes Myronas, che aveva finito il suo lavoro di amanuense il 14 aprile del 1229, aveva preparato il libro di preghiere per Pasqua, per offrirlo alle istituzioni religiose per il bene della propria anima. Aveva smembrato il codice, sfregato i fogli con un acido naturale, e tagliati a metà per realizzare il palinsesto, secondo una procedura che permetteva di produrre nuovi codici in modo efficace ed economico. Il testo venne riconosciuto nel 1906 dal professor Johan Ludwig Heiberg di Copenhagen, che lo rinvenne a Costantinopoli e curò una riedizione completa delle opere di Archimede. 
Il palinsesto era davvero in brutte condizioni, nel momento in cui fu stato acquistato all’asta nel 1998: il dorso era coperto di colla e, a causa del proliferare della muffa, i fogli erano fragili e consumati. Su alcuni fogli, inoltre, c’erano dei ritratti degli evangelisti, realizzati nel secolo scorso. Salomon Guerson era in possesso del manoscritto negli anni Trenta del secolo scorso e, dopo l’entrata dei tedeschi a Parigi, non sentendosi più al sicuro in quanto ebreo, si rivolse a Marie Louis Sirieix per vendergli il libro e realizzò i ritratti proprio per rendere più appetibile l’acquisto. Successivamente, Anne Guersan ereditò il manoscritto e lo fece restaurare negli anni Sessanta, con una colla poliacetovinilica per tenere unite le pagine del palinsesto. 
Nel 2004, si scelse di analizzare il manoscritto con i raggi X e, grazie all’anello di accelerazione di positroni ed elettroni di Stanford, trenta ore dopo l’inizio dell’analisi c’era una colonna di testo che Reviel Netz giudicò sensazionale. Proprio per questa procedura, oggi gli studiosi leggono, visualizzandoli sul proprio computer, testi che nel 1998 non si sognavano nemmeno lontanamente di poter consultare. 
Il progetto della decifrazione del palinsesto non ha uguali: gli studiosi impegnati nel progetto hanno lavorato sul manoscritto durante il proprio tempo libero, solo per passione, per interpretare quanto ci aveva lasciato Archimede. Fortunatamente, il proprietario del palinsesto ha usato le proprie risorse con grande generosità e intelligenza, facendo tutto quanto era in suo potere. È interessante il fatto che siano stati impiegati gli strumenti sviluppati da Archimede per interpretare quanto lui ci ha lasciato nel suo manoscritto: “senza Archimede non avremmo avuto la scienza necessaria per leggere il suo testo”.
 
Archimede è lo scienziato più importante che sia mai vissuto e, secondo Netz, “la caratteristica generale più certa della tradizione scientifica europea è che essa consiste in una serie di note aggiuntive ad Archimede”. Dopotutto, la matematica dell’infinito e l’applicazione dei modelli matematici al mondo fisico sono proprio i due fondamenti della scienza moderna e, grazie al palinsesto, oggi sappiamo quanto sia stato grande il contributo di Archimede in tal senso. 
Le scoperte effettuate grazie al palinsesto sono state tali da “scuotere la storia della matematica alle fondamenta”. Nel 2001, studiando il palinsesto, si scoprì per la prima volta che Archimede conosceva il concetto di infinito reale e lo utilizzava nella sua matematica: tale scoperta fu fatta leggendo un passo del Metodo di Archimede, fino a quel momento sconosciuto. 
La seconda scoperta è legata al testo dello Stomachion: secondo antiche testimonianze, Archimede aveva fatto alcune riflessioni matematiche sul gioco dello Stomachion. Il trattato omonimo sembra essere uno studio dei diversi modi in cui è possibile combinare le quattordici tessere per comporre un quadrato: si tratta della “preistoria” del calcolo combinatorio, una delle pietre angolari della scienza odierna.
 
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COMMENTO:
Il libro è molto interessante e accessibile a tutti: da un lato, la storia del recupero del manoscritto, che in certi punti è avvincente come un giallo, visto che viene ricostruita la vita del palinsesto, dalla sua nascita al suo ritrovamento. Dall’altro lato, la descrizione della figura di Archimede, le sue scoperte, la sua grandezza, la sua matematica così in anticipo sui tempi. 
Non mancano poi alcune interessanti informazioni: ad esempio, l’importanza dei diagrammi per i greci, rappresentazioni che servivano a dare un’idea dell’oggetto in esame, senza avere la pretesa di essere generiche. La matematica dei greci era diversa dalla nostra, ma arrivava comunque ad asserzioni logiche corrette. Altra informazione interessante è il ruolo degli amanuensi nella nascita del simbolismo matematico: gli amanuensi, per risparmiare tempo, introdussero un buon numero di abbreviazioni e questo aprì la strada al simbolismo usato al giorno d’oggi. 
Un libro consigliato sia ai filologi che ai matematici.

Informazioni aggiuntive

  • Autori: Netz Reviel
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