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Rudimathematici

matematicamente

L'ultima storia di Miguel Torres da Silva
La matematica dei sentimenti
i sentimenti della matematica

Thomas Vogel

Come la storia di quel giovane che arrivò in un convento per incontrare un vecchio maestro, sperando che costui potesse aiutarlo a superare il vuoto che dominava la sua esistenza. "Immergiti nella saggezza della Scrittura, o tenta di meditare. La nostra dimora è aperta anche a te!".
"Io provengo da una famiglia ricca e non ho mai dovuto né lavorare, né sforzarmi a farlo. L'unica cosa che fino ad oggi mi ha affascinato è il gioco degli scacchi."
Il maestro chiamò un monaco e gli ordinò: "Porta la tua scacchiera! Poiché mi hai promesso obbedienza, ora voglio metterti alla prova. Sei il miglior giocatore di noi tutti e quindi giocherai con quest'uomo. Decapiterò personalmente chi perde con la spada. Poiché in vita il tuo avversario non si è occupato d'altro che di scacchi, non merita altra punizione nel caso in cui perda".
Il modo in cui il vecchio maestro pronunciò queste parole non lasciava spazio a repliche o a contestazioni. I due cominciarono a giocare: giocavano per salvarsi la vita e proseguirono per ore, scacciando la paura che si faceva sentire, posseduti dalla volontà di vincere e dimentichi di tutto ciò che accadeva intorno a loro. Tutto il mondo era un gioco, quel gioco con cui lottavano per la loro vita. Quando, con una mossa maldestra, l'uomo passò in svantaggio, il monaco reagì senza riflettere, cosicché l'uomo poté nuovamente attaccarlo con durezza e il monaco si ritrovò all'improvviso in trappola. L'uomo osservò il suo avversario, che gli sedeva davanti perplesso, allo stremo delle forze, con lo sguardo fisso e il sudore che, per lo spavento, gli gocciolava dalla fronte. Ma nel suo rivale vide anche un uomo intelligente e onesto, sul cui volto si leggevano chiaramente le tracce di una vita dedicata al lavoro e alle rinunce. "E io, invece, che cos'ho da offrire? Un'esistenza vuota, insignificante, che non è mai stata di alcuna utilità a nessuno. Non posso permettere che questo monaco perda".
Ecco che, allora, quando fu il suo turno, commise un lieve errore, poi un altro ancora, finché non toccò a lui andare in svantaggio. Naturalmente il vecchio maestro aveva assistito con attenzione a tutta la scena e d'un tratto si alzò, si avvicinò alla scacchiera e con un solo gesto della mano fece cadere tutte le pedine.
"Non voglio né vincitori né vinti". Poi, rivolgendosi all'uomo, aggiunse: "Sei tu che hai vinto su te stesso. Perché, oltre alla pazienza e alla concentrazione, hai imparato che cos'è la compassione".